Lascio l'interpretazione dei miei scatti all'osservatore...

... e amo mostrare agli altri il mio punto di vista sul mondo

Photosintesi

Una “ photosintesi ” in digitale di luci, colori e impressioni colte attraverso lo sguardo vibrante dell’arista, in cui la natura è la prima ed unica tappa di una pellicola che vuole raccontarsi.Foglie scintillanti, colline ondeggianti, chiome vibranti, la natura nelle fotografie di Carlo di Giacomo è una natura in movimento, inarrestabile, instancabile. Eppure vi regna sovrana una calma estrema che invita l’occhio umano a fermarsi e a godere la bellezza infinita di queste immagini. La pulsione della macchina fotografica ricalca la soggettività sfruttando giochi cromatici e di luce proprio come era avvenuto al ballo sul barcone della Senna che Renoir rappresentava in macchie di colore fuggiasche.Il mondo interiore del fotografo si esprime come attraverso quelle rapide pennellate “impressioniste”, capaci di rappresentare l’eco di realtà non ancora concettuali, non ancora materiche, realtà fenomeniche, impressionando però il tutto sul fermo-immagine della pellicola.Pur partendo dalla soggettività e dalla pulsione interiore, l’espressione di Carlo di Giacomo non vuole essere introspettica, non si chiude nell’ermetismo di una soggettività individuale; al contario vuole espandersi e dialogare.“ La fotografia mi da la capacità di estrarre quel mondo “magico” che porto dentro di me e di farlo vivere anche all’osservatore, che interagisce facendolo suo, soggettivizandolo, immaginando cosa ci possa essere oltre quel muro, dietro quel volto ecc., riportandolo alla sua esperienza personale.”Le due serie di lavori Tree in progress e Landscape, (rispettivamente del 2006 e del 2005) rappresentano in maniera emblematica la fotografia di Carlo di Giacomo: Questa espressività si racchiude nel fare “romantico” di un pittore, del tutto lontano dal rappresentar la natura ma fiero del suo stimolo nel ri-crearla; questo lavoro si eleva infine ad atto purificatore, capace di rendere partecipe l’osservatore al viaggio dell’artista in moto lungo i sentieri di un paradiso perduto. Protagonista è la luce e con essa il colore ingredienti espressivi che arrivano oltre i netti contorni dell’oggetto, come nelle pitture impressioniste, per diventare agli occhi del fruitore movimento, respiro e vibrazione.Carlo di Giacomo sembrebbe rincorrere un ideale, e questo prima di soffermarsi per creare quell’immagine; quando lo raggiunge poi, quel suo movimento, quella sua “disperata” ricerca di cogliere qualcosa di altro, di diverso, introietta quel moto nello scatto finale, conservando la scia di vibrazioni ottiche. L’istantanea che ne deriva, leggermente opaca e dai contorni mossi, non devia il registro dell’occhio, la volontà di messa a fuoco anzi ne cattura l’attenzione, permettendo allo sguardo di avere una spazialità maggiore nei confronti dell’immagine osservata.